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Pezzotto Sky Mediaset Premium e Dazn - Come funziona e cosa devi sapere

In molti dopo il servizio delle iene ci avete chiesto ci cosa si tratta , viene chiamato ‘pezzotto’ e con solo un pagamento di 10 o 15 euro, è possibile accedere all’offerta di Sky, Mediaset e Dazn. 


Peccato che sia illegale e non sono pochi i rischi per chi acquista questo servizio ,un tifoso che vuole seguire tutto il campionato di serie A, deve dividersi tra Sky, Mediaset Premium e la nuova Dazn. Quindi un tifoso per seguire tutte le partite deve sostenere una spesa abbastanza elevata, ma c’è la possibilità di ovviare il problema, peccato che è illegale.Un abbonamento tarocco che permette la visione con un solo decoder di tutti contenuti in presa diretta o on demand delle varie pay tv su internet a prezzi low-cost: bello, facile, ma illegale. In effetti, la partita di campionato su Sky, quella di Champions su Mediaset Premium, l’anticipo della partita di campionato al sabato su Dazn, la serie Narcos su Netflix 
Sarà pure un progresso la moltiplicazione delle offerte di una pay per view veicolata da internet ma intanto si moltiplicano anche decoder, abbonamenti, cavi, card etc. 

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Un salasso e una fatica, per starci dietro serve una laurea o tanto tempo da perdere: era dunque prevedibile che accanto a un mercato legale ma complicatissimo si affacciasse un mercato illegale parallelo e semplicissimo. Napoli si è confermata avanguardia: qui è stato messo a punto e diffuso su scala nazionale un abbonamento pirata denominato IPTV (internet protocol television) e comunemente chiamato “pezzotto”, in pratica un sistema di taroccamento di codici e duplicazione schede. Un solo decoder, un solo abbonamento tra i 10 e i 15 euro al mese, film e partite, serie tv e documentari tutto insieme in un unico pacchetto. 

Difetti? Poche trascurabili criticità tipo una definizione più bassa, un po’ di pazienza per collegarsi. Un solo grande deterrente, se non per onestà per paura: da 6 mesi a tre anni di carcere e multe fino a 25mila euro. E’ quello che stabilisce la legge e ciò che ha confermato una sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato un fruitore illegale di contenuti coperti da copyright a 4 mesi di reclusione e 2mila euro di multa.

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