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Green Pass - Quali sono i dati sensibili che contiene il QR Code

Ritorniamo a parlare del green pass, a partire da ieri 6 agosto 2021 è diventato obbligatorio, ma sono tanti gli italiani che non hanno le idee chiare, proprio per questo in questo articolo cercheremo di fare chiarezza sull'argomento, andando a vedere quali sono i dati sensibili che contiene il QR Code , cosa vede chi scansiona il Green Pass e qual'è la sua validità.

Per chi non sa di cosa stiamo parlando, Il Green Pass è una certificazione in formato digitale (ma anche stampabile), che contiene un Qr code per verificarne autenticità e validità, e attesta l’avvenuta vaccinazione contro il Covid-19, oppure l’avvenuta guarigione, o un test recente con esito negativo

Nelle ultime online sono tantissimi gli utenti inconsciamente, hanno condiviso e pubblicato il Qr Code del proprio pass vaccinale sulle pagine social, "inconsapevoli dei dati sensibili contenuti al suo interno e dei possibili rischi di eventuali azioni fraudolente da parte di terzi".  

Ma quali sono i dati sensibili che contiene il QR Code del Green Pass? 

I dati contenuti nel Green Pass sono tanti e sono elencati nel documento dell’Unione europea. Oltre a nome, cognome e data di nascita (informazioni necessarie per identificarci) sono presenti i codici relativi alla malattia di riferimento (il Covid-19) alla tipologia di vaccino e al produttore del vaccino stesso, nonché alla serie numerica della dose inoculataci. Poi la data della ricezione della dose di vaccino, lo stato in cui è stata effettuata, l’ente certificatole responsabile. 

Nel caso dei Green Pass relativi a un tampone, i dati fanno riferimento alla tipologia di test, al nome del test, a chi ha prodotto il test e a chi l’ha effettuato. Infine la data e il risultato del tampone. Per quanto riguarda i Green Pass che porteranno con sé coloro che sono guariti dal Covid-19, qui le informazioni riguardano la data del primo tampone risultato positivo, lo Stato che ha memorizzato il tampone, l’ente che ha certificato il tampone, la durata di validità del certificato di positività. 

  
Cosa vede chi scansiona il Green Pass? 

Il governo ha messo a disposizione un’applicazione chiamata VerificaC19 per la verifica dei Green Pass. Si tratta di un’app molto semplice, gratuita e utilizzabile soltanto da coloro che ne hanno diritto.  Ed è stata progettata con una grande attenzione per la protezione dei dati personali: il Garante per la Privacy ha dato il suo parere favorevole. «Mi sembra sia stato fatto un buon lavoro in relazione alla privacy. 

L’app dedicata non raccoglie nessun tipo di dato. La logica di base è che l’informazione rimane solo nelle mani dell’individuo che lo mostra all’ingresso», spiega Giulio Coraggio, avvocato specializzato in privacy e protezione dei dati personali, socio dello studio legale DLA Piper. In altre parole: non ci saranno registri delle persone entrate in bar, palestre o ristoranti né liste salvate nel nostro QR Code di luoghi che abbiamo visitato. 

Quest’ultima opzione è impossibile anche a livello tecnico, in quanto le informazioni contenute in un QR Code non sono modificabili.«Il governo italiano ha adottato un approccio molto restrittivo rispetto a quanto previsto a livello europeo. Tramite l’app, l’esercente non vedrà nessuna nostra informazione. Potrà controllare soltanto se siamo abilitati a entrare nella struttura», oltre che al nostro nome, cognome e data di nascita.


Che validità ha il green pass?

Il green pass decade nel momento in cui venisse accertato che il soggetto che ne è munito è positivo al virus e i dati saranno eliminati alla scadenza della validità del certificato, oggi fissata a 270 giorni dalla seconda somministrazione (salvo intervengano altre normative che giustifichino il prolungamento del trattamento).

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